Si è conclusa questa mattina una delle settimane più frenetiche della nostra storia d’agenzia, caratterizzata dal fatto che in 7 giorni abbiamo partecipato e presentato progetti su 3 gare diverse. Tutto è cominciato con la presentazione Chinò giovedì scorso, in finale con Armando Testa. Poi c’è stata la doppia gara su due brand del portafoglio Sàfilo lunedì a Padova e infine, giusto stamattina, abbiamo presentato il progetto “flash” per TIM. Da notare come quest’ultimo, prevedesse una presentazione via portale internet e la schermata di upload presentava un countdown lampeggiante che segnalava il tempo a disposizione prima della chiusura della gara. Un escamotage interessante per farti crescere ancora di più l’ansia di quei momenti, dove dipendi interamente dal grado di affinità del tuo mac con il mondo esterno!Comunque è andata. Mi sento totalmente esausto ma soddisfatto. I lavori presentati sono tutti molto buoni. Poi, sappiamo bene che le gare sono sempre dall’esito incerto e che ci sono fattori di imponderabilità incontrollabili. Ma credo che più di così, anche umanamente parlando, non potessimo proprio fare. I ragazzi in agenzia sono stati grandi e hanno tutti dato il massimo, anche quando, più volte, sono stati chiamati a dare prova di maturità e responsabilità. Adesso non ci resta che aspettare, ma con serenità. Intanto mi sento come il soggetto di questa campagna presentata a Cannes l’anno scorso:

Mi prendo una pausa, incrocio le dita, e ci si rivede la prossima settimana. Hallelujah!
postato da: valerioblog alle ore 18:52 | Link | commenti
categoria:gare, advertising, virale, enfants terribles, ebolaindustries
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Il meme del planning sembra dare qualche frutto e a distanza di 10 giorni ecco un primo resoconto di quanto emerso.
Evvai! Il primo turno è andato, ce l’abbiamo fatta.
Onore al nostro sfidante,

. 
Il 
“One thing I noticed as I hyperleapt from one planning blog to another was an almost total lack of quantification of anything anyone said, at all. To that extent I thought perhaps one could make a case that blogging is killing planning, or at least planning as I know it. The publication of baseless pontification has, it seems, been democratised and offered up as a glamorous new role-model to a whole generation of ‘planners’ who wouldn’t know what a tracking study questionnaire (not to mention an awareness index) was if it bit them in their left hemisphere ” (
Non so bene spiegarmi come sia andata, ma stamattina, mio malgrado, nella posta c'era una mail che evidenziava gli ultimi cambiamenti e , per inciso, la sovra-impressione di rollino a doublebblog. Ecco la prova del misfatto: