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martedì, 31 luglio 2007
cowsinjacketsAnche se in pieno clima vacanze e in maniera totalmente anticiclica rispetto a tutto e tutti, Doublebblog si appresta a chiudere prima della pausa estiva con il lancio di una nuova rubrica che ci accompagnerà da settembre in avanti. Prendetelo come una specie di teaser, un bijoux estivo, l’ultima cosa seria prima di chiudere, ma vi assicuro che ne vale la pena. La nuova rubrica s’intitolerà cowsinjackets e si avvarrà della collaborazione di un personaggio di grande valore e autorevolezza, nonché di fama internazionale, che ho avuto il piacere di conoscere l’anno scorso a Cannes e di rivedere con altrettanto piacere anche quest’anno.




Dopo un lungo anno di corteggiamenti infatti, Daniela Krautsack, managing director di MagicMoments , la media unit di MediaCom Vienna dedicata all’ambient e a tutto quello che si può fare di non convenzionale “out of home”, si è finalmente concessa ed è stata anche lei sedotta dal fascino di Doublebblog ;)

daniela krautsackDaniela viene definita da molti come “an export in ambient and non-traditional media, global trend in out-of-home advertising and third-place marketing”. È un personaggio eccezionale, sicuramente uno dei rappresentanti più autorevoli, informati e competenti in tutto quello che riguarda la declinazione e sviluppo strategico di forme di comunicazione ambient e non convenzionali offline. Il suo ultimo progetto, cowsinjackets, è consistito in un viaggio di un anno in giro per il mondo per documentare e conoscere a fondo lo stato dell’arte della comunicazione non convenzionale-ambient. Ne è venuto fuori un lavoro ciclopico, con olte 300 interviste a industry leader ed esponenti rappresentativi del nostro settore dai quattro continenti (l’Italia è stata all’epoca saltata per “mancanza di prove”) e un film-documentario che si appresta a mandare in onda e che, fiduciosamente, speriamo di avere in esclusiva per ebolaindustries nel corso di quest’autunno.




Per saperne di più, intanto eccovi la biografia completa di Daniela.
Seguirà nel pomeriggio il primo articolo-manifesto di Daniela.

postato da: mwhite alle ore 09:28 | Link | commenti (2)
categoria:cowsinjackets
lunedì, 30 luglio 2007
mixtapeMeglio tardi che mai, arriva un breve resoconto del summer aperitoffee prima delle ferie. E d’altronde ci stiamo avvicinando al momento del tagliando estivo!

Mercoledì scorso, un altro gruppetto di disparati personaggi ha affollato i divani del Noy per l’ultimo appuntamento dell’aperitoffee prima delle ferie estive. Come al solito,  i personaggi erano variegati: alcuni aficionados fedelissimi, altri nuovi curiosi esploratori di questa cosa strana che è appunto l’aperitoffee. Non mancava Fluido, il ben rivisto, dai tempi del barbecuecamp EnricoMatteo, Pietromaria, Paolo, i ragazzi di Veriweb e di Enplin. Ma la serata era tutta dedicata al nostro special guest:

“ladies and gentlemen, please welcome Gianluca Arnesano”.


Gianluca, ha colto l’occasione del libro da lui scritto sul mktg virale e appunto intitolato “Viral marketing. E altre strategie di comunicazione innovativa”, in vendita anche qui, per favorire un’occasione d’incontro e confronto con chi dal marketing virale è attratto ed è stato contagiato. Con un pizzico d’orgoglio, devo confessare che anche il sottoscritto è finito dentro al libro, in una delle chiacchierate in taxi utilizzate dal Gianluca per raccontare lo stato dell’arte del virale made in italy. 

La serata è stata molto piacevole e ricca non solo di tarallucci e vino, ma anche di spunti e riflessioni interessanti. Da ricordare, al secondo giro di Negroni, il contraddittorio sull’effettiva portata del fenomeno di Second Life, soprattutto in Italia (tutte balle?) e il valore della blogosfera e lo stato di salute delle pr online, una volta contagiate dai virus del non convenzionale.

L’aperitoffee è così sopravvissuto al primo ciclo sperimentale di uscite e si appresta a far partire la seconda serie, a partire da settembre. Rimane il tema di trovargli una casa, cioè il posto giusto dove incontrarsi, con la giusta atmosfera e clima da chiacchiera che si richiede per questi momenti, si aspettano suggerimenti su temi e topic da mettere sul tavolo. Rimane ancora valido quanto scritto nel manifesto precedente, ma ogni nuova idea è certamente bene accetta.
postato da: mwhite alle ore 22:37 | Link | commenti (1)
categoria:aperitoffee
martedì, 24 luglio 2007
205357455_3b8e7fa3ab_mUno degli obiettivi più sottili e “bastardi” delle attività di guerrilla, ambient e a volte anche del virale, è indubbiamente quello di creare la notizia, di generare un effetto sui media, di ottenere free publicity, di far sì che la cronaca parli di te e amplifichi gli effetti e la notiziabilità di quello che stai facendo.

Da un punto di vista squisitamente concettuale, la guerrilla infatti nasce come boicottaggio del marketing, come eversione al sistema e dimostrazione che i media possono essere manipolati e in qualche modo anche sfruttati. Oggi non c’è dubbio che la guerrilla sia diventata anche una tecnica di marketing e comunicazione, ma le regole d’ingaggio e gli obiettivi rimangono inalterati. La prima regola infatti, rimane come dicono anche gli amici di G-com, “l’importante è che se ne parli…”. 




Non sempre i clienti sono pronti ad accettare questo rischio, ma dobbiamo tutti riconoscere che è insito nel dna di questo tipo di comunicazione e va non solo accettato, ma spinto al massimo, perché più si rischia, più sono le possibilità di un ritorno a 360°.

A questo proposito, il progetto “cannucce”di guerrilla e ambient che stiamo portando avanti per Chinò in queste settimane, è un esempio interessante, proprio per gli sviluppi che ha avuto nella tappa di Riccione. Infatti, il buon Tonino Guerra, sì, proprio lui, quello de “L’ottimismo è il sapore della vita”, autore della fontana in piazzale Roma, bersaglio della nostra cannuccia gigante, sentitosi oltraggiato per la “deturpazione della sua opera” ha scatenato un caso locale, che il quotidiano “La voce della Romagna” (che già amiamo!) ha ripreso per 2 giorni consecutivi, dando visibilità spontanea e colorita all’episodio. Ne è uscito una piccola storia, un racconto che con i suoi chiaro-scuri non manca comunque di mettere in evidenza l’azione di Chinò, la sua originalità e distintività. Una storiella estiva? Forse. Una scenetta locale, che ha coinvolto tutti, comune, politici locali, Forza Italia e comunisti? Certamente sì. Immaginiamoceli, sotto un ombrellone, a discutere concitatamente ma con la solarità tipica di tutti i romagnoli, di come una cannuccia di 4 metri possa aver infranto la bellezza eterea dell’opera del buon Tonino… ma chi avrà mai permesso un simile affronto?!

Giudicate voi: qui in allegato trovate il pdf dell'articolo uscito il 19 luglio sul quotidiano "la voce della romagna":

Fax20070719



Lunga vita alla guerrilla!
postato da: mwhite alle ore 08:41 | Link | commenti
categoria:efficacia, enfants terribles, guerrilla
lunedì, 23 luglio 2007
PICT1017Ebbene sì, uno dei colpevoli della latitanza e incostanza di questo blog è proprio lui: Chinò San Pellegrino. Come forse vi ricorderete, da un paio di mesi Enfants Terribles è diventata l’agenzia di comunicazione di Chinò e siamo subito entrati nella parte, mettendo le basi per un percorso di comunicazione non convenzionale, o, per dirla alla Chinò, il più possibile “Fuori dal coro”.

Il progetto, nel suo primo atto, è partito alcune settimane fa con un’operazione di guerrilla e ambient, che comprende  stickering e arredo urbano.



Una cannuccia di 4 metri, posizionata all'interno delle fontane di alcune delle principali città italiane, è l’icona di tutta la prima fase dell’operazione. Stiamo infatti invadendo l'Italia con insolite cannucce, che continuano ad apparire nei contesti più strani e disparati, diventando una sorta di vero e proprio nuovo arredo urbano.

Fontana Torino

























Più di una sono ormai le città italiane arredate dall'insolita operazione...


postato da: valerioblog alle ore 07:25 | Link | commenti (2)
categoria:ambient, enfants terribles, guerrilla
mercoledì, 18 luglio 2007
mixtape





















D'accordo, siamo stati molto latitanti con l'aperitoffee, chiedo venia a quei pochi affezionati che continuano a scrivermi per sapere quando sarà la prossima. Ebbene il fatidico momento è arrivato.

Per chiudere prima della pausa estiva, in cui anche questo blog in agosto cercherà riposo e farà pulizia di tutto e di più, per tornare a settembre in gran spolvero, mercoledì prossimo, 25 luglio, ho organizzato il Summer Aperitoffee.

E per l'occasione, parleremo di virale e avremo una guest star, un'altra delle nostre local celebrities. Sarà con noi infatti, Gianluca Arnesano, un altro dei pionieri del virale in Italia e mente lucidissima e visionaria.

Recentemente, il prode Gianluca ha scritto e pubblicato un libro tutto dedicato al virale e alla comunicazione innovativa: "Viral Marketing e altre strategie di comunicazione innovativa". Non nego che c'è anche un pò del mio zampino, ma minimo e non vedo l'ora di vedere il risultato finale.

Gianluca mi ha chiesto di organizzare un aperitoffee per raccontare del libro e da qui avrei deciso che sarebbe l'occasione gisuta per fare il punto sul virale in Italia prima di andare tutti in vacanza. Tutti quelli che hanno qualcosa da dire al riguardo sono più che benvenuti e invitati a farsi avanti per portare la propria opinione o pensiero. Sarà un aperitivo totalmente dedicato al virale.

Ritrovo al solito posto: 19.30, al NOY di via Soresina, Milano.

Ci vediamo lì. Per questioni di spazi e di fattibilità, chiederei a chiunque fosse interessato a partecipare, di lasciare il suo nome qui sotto nei commenti.
postato da: mwhite alle ore 10:06 | Link | commenti (13)
categoria:aperitoffee
martedì, 17 luglio 2007
lonely planetPost di cazzeggio estivo quello di oggi.

A volte bisogna saper guardare a fondo nelle cose per trovare la giusta prospettiva o la sua più profonda verità. Segnalo a tutti questo divertentissimo libretto edito da LonelyPlanet, dal titolo 132days. L’ho scoperto, ed è questo uno dei più simpatci paradossi della cosa, in uno di questi ultimi weekend trascorsi in ufficio a lavorare



Il concetto è molto semplice: secondo questo booklet di LP abbiamo 132 giorni all’anno di vacanza  che non sfruttiamo a pieno. E la cosa viene dimostrata e in maniera scientifica e inconfutabile:

lonely planet2

Che dire? È come pensare che, dati i 365 giorni di un anno, 132 giorni di vacanza equivalgono a 1 su 3.  Potrei lavorare 2 giorni e il terzo riposare…

chissà perché, anche se la matematica è una certezza, in conti non mi tornano! Allora è tutta questione di prospettiva e punti di vista?

Trovo che l’iniziativa di LP sia un’idea interessante e molto rilevante per farci pensare un po’ di più alla vacanza o “time off” come dicono gli inglesi. Su di me l’idea ha avuto un effetto strano: invece di irritarmi del fatto che indubbiamente non faccio 132 giorni di vacanza all’anno, mi ha dato una prospettiva consapevole. Insomma, mi ha rasserenato sul fatto che in realtà i giorni per riposare e godersi il tempo libero ci sono.

Mi ha anche ricordato però che bisogna trovare il modo di farli saltar fuori.
postato da: valerioblog alle ore 08:30 | Link | commenti (1)
categoria:cazzeggio
lunedì, 16 luglio 2007
chinò 500Da più di una settimana a questa parte si continua a parlare del lancio della nuova 500.

Quel sogno misto a desiderio che tutti aspettavamo e che un po’ nostalgicamente abbiamo cullato per lungo tempo si è avverato. Ne hanno parlato tutti: televisioni, giornali, riviste, gente comune.

Un evento del genere non poteva chiaramente passare inosservato agli occhi spesso cinici e impietosi dei blogger di molteplici mondi, dai motori al marketing e alla pubblicità, e soprattutto agli occhi degli utenti della rete.  2 spunti interessanti e complementari tra loro arrivano da Gianluca e da Mizio.

Anch’io, com'era inevitabile  mi sono fatto un’opinione, che dopo varie considerazioni ho voluto intitolare come “la mia wishlist per la 500”, in quanto complessivamente ritengo il progetto un’opportunità mancata da parte di Fiat.






Ma andiamo con ordine e partiamo dai fatti, 2 su tutti che riassumono e posizionano a tutti gli effetti la 500 agli occhi del pubblico:

  1. la campagna televisiva di lancio, con i 3 spot che potete rivedere su youtube: 500.
  2. la tanto “chiacchierata” dichiarazione di Marchionne che dice: “siamo la Apple delle auto e la 500 è l’ipod”.

Da utente, da persona normale,  aspettavo la 500, e l’aspettavo con grande curiosità e affetto. Credo che nessun’altra auto in Italia potesse vantare una carica di benevolenza e positività così elevata e diffusa come quest’auto. “the power of the badge”.  Il carisma e il fascino emanato da questo  marchio erano altissimi, tali forse da renderlo uno dei 10 marchi-modelli di automobile più iconografici e ricchi di emozionalità al mondo. Tant’è che il ricordo è rimasto vivido e forte per tutto questo tempo dopo la sua uscita dal mercato. È stata l’auto della mia infanzia, ci sono cresciuto dentro, sono stato scarrozzato in lungo e in largo dai miei genitori per molti molti anni. Tanti ricordi, tutti belli.

Ma si può vivere di ricordi? Improvvisamente mi ritrovo di fronte ad una campagna di lancio che mi riproietta nel passato e fa leva sui miei ricordi, sulla mia nostalgia per rievocare l’affetto e la considerazione nei confronti di una nuova macchina. Ma è la stessa? Mi si chiede di trasferire la benevolenza che avevo per la vecchia 500 nella nuova… così, in nome di cosa o sulla base di quali evidenze? Si fa leva sulla mia italianità, sulla storia del mio Paese per propormi qualcosa di nuovo e lungamente atteso ma che così rischia di sapere già di vecchio. Come fa la Fiat a essere così sicura che io, consumatore 2.0, cinico e desideroso di sano protagonismo, sia pronto a convertire la stessa benevolenza che avevo per la vecchia 500 in altrettanta per quella nuova? Oppure l’obiettivo è fare della 500 l’auto della grey generation, degli over 65 desiderosi di tornare alla “Dolce Vita”? Da consumatore, trovo che il modo in cui mi viene presentata la nuova 500 sia un po’ “ruffiano” e manchi totalmente di contemporaneità. Sottolineo: non di modernità, ma di contemporaneità.

E questo mi porta alla seconda considerazione, quella da uomo di comunicazione e di marketing. La 500 potrebbe veramente essere l’ipod delle auto, ma non perché ipod rappresenta il colore e il divertimento. Questo è uno dei suoi aspetti più visibili, ma la rivoluzione dell’ipod si chiama integrazione perfetta tra tecnologia e design. Ipod è stato nella sua categoria una killer application, un concentrato di tecnologia e design secondo a nessuno, introduttore di una serie di novità che nessun altro prodotto concorrente aveva pensato prima. E dove ritrovo tutto questo nella nuova 500? Nelle decalcomanie che posso attaccare sul tettuccio o sulle bandelle laterali oppure nei coperchi intercambiabili e colorati delle chiavi? Non vorrei sembrare intransigente, ma mi sembra un po’ pochino. Vista e presentata così, la nuova 500 rischia di passare come un giocattolino, un prodotto depauperato privo di specificità tecniche e/o tecnologiche e di design tali da renderla ancora qualcosa di unico e irripetibile. Tanti gadget, ma poca attenzione sulla sostanza, sulla sua appunto contemporaneità anche di prodotto.

Allora, dopo tanto commentare, come me la sarei immaginata questa grande opportunità?

postato da: mwhite alle ore 09:12 | Link | commenti (4)
categoria:futuro, planning
giovedì, 12 luglio 2007
empty2Sono stati giorni intensissimi: si è lavorato all'inverosimile, si è dormito poco, si è volato, si è girata l'Italia, l'adrenalina non è mai mancata. Momenti concitati di un'agenzia che sta crescendo  e non vuole fermarsi! Inevitabilmente, doublebblog ne ha un pò sofferto, incapace di trovare lucidità e  tempo per raccontare alcuni degli spunti e riflessioni molto interessanti che stanno emergendo in questo periodo. Ma con oggi, anche se non si torna alla normalità, cercheremo di essere un pò più fedeli al nostro impegno e di ricominciare a postare .
(foto via asalamon)
postato da: valerioblog alle ore 09:32 | Link | commenti
categoria:riflessioni
domenica, 08 luglio 2007
Ci sono alcuni brand o prodotti che sembrano avere un'innata capacità di attrazione ed un carisma tale che tutto ciò che fanno è rilevante agli occhi dei propri ammiratori. Non solo, ma l'ammirazione può diventare tale che la gente arriva al punto di perdere un pò del proprio tempo per dichiarare pubblicamente il proprio entusiasmo ed engagement con la cosa. Ma quando a farlo è addirittura un giornalista, e nella fattispecie un giornalista del New York Times che non ha problemi a firmarsi come tale, allora la cosa assume una dimensione ancora più eclatante. è il caso di questo video che sta imperversando da alcuni giorni su Youtube ed è schizzato in testa alla classifica di Viral Video Chart. L'autore è David Pogue, giornalista del New York Times.
Vedere per credere:


Non credo che l'operazione sia manovrata da Apple per alimentare il momentum e il fenomeno iphone. Non credo ne avrebbe nemmeno il bisogno. Anzi, sono più propenso a pensare che questa sia l'ennesima dimostrazione di come certi fenomeni oggi possano assumere dimensioni e contorni sorprendenti. Se, come si diceva a Cannes nelle scorse settimane, l'imitazione sarà una delle misure che in futuro useremo sempre più per identificare l'engagement e la forza della relazione tra brand e utenti, sicuramente questo è un esempio da conservare.
postato da: mwhite alle ore 14:02 | Link | commenti (2)
categoria:youtube, consumer generated content
sabato, 07 luglio 2007
Immagine 1





Immagine 2Per tutti quelli che fossero interessati oggi è un giorno importante: "SOS Live Earth. The concerts for a climate in crisis". La giornata, 24 ore di concerti in tutto il mondo con l'obiettivo di sensibilizzare l'umanità intera sui problemi della terra e indurli a fare qualcosa. L'evento è imponente: the biggest stage on earth potremmo dire. L'attenzione mediatica è massiccia e la tecnologia fa il suo buon lavoro. Finchè scrivo sono accompagnato nel sottofondo dalla diretta del concerto dalla Cina, stamattina mi sono alzato con le voci di chi cantava da Sidney, più tardi toccherà all'Europa e poi all'America.  Per chi volesse vivere da vicino questa full immersion, live, streaming via web, il punto di riferimento è msn:
msnlivearth

which concert?
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livEarthblog

Immagine 3
Al Gore, commentando la giornata l'ha brillantemente descritta come "the tipping point" e per tutti quelli che abbiano letto l'omonimo libro di Malcom Gladwell, il messaggio è chiaro: dopo oggi, qualcosa cambierà.
postato da: valerioblog alle ore 13:36 | Link | commenti
categoria:green