Anche la BBC si apre alla comunicazione non-convenzionale, e lo fa con lo stile e l’intelligenza che da sempre le appartiene. Una cosa che mi has sempre stupito di questa azienda infatti, fin dai tempi in cui vivevo a Londra, è il profondo carisma e rispetto che esercita nei confronti del suo pubblico, a differenza ad esempio della nostra RAI. Per gli inglesi è un’istituzione, è rispettata, è amata, ma soprattutto è qualità. Sarà il fatto che non hanno la pubblicità, sarà questa sorta di integralismo a difesa della propria integrità, ma, di fatto, per chi si chiedesse come hanno fatto gli inglesi a vivere per tanti anni, prima dell’arrivo della tv via cavo e di SkY, con solo 3-5 canali, la risposta è tutta lì: perché c’era e c’è la BBC. Non solo, ma perché la BBC non è semplicemente la tv di Stato, ma soprattutto perché la BBC è diventato nel tempo sinonimo di qualità intrinseca dei programmi, è bella e gradevole da seguire, è quella che molti chiamano la TV intelligente, e che oggi in Italia è accessibile solo tramite il satellite, a pagamento e dopo una lunga scanalata volta a selezionare le poche punte di eccellenza.
Ma torniamo al punto di partenza: nonostante la BBC sia una big corporation, nonostante abbia lottato e sofferto per farsi pagare il canone, nonostante sia un’istituzione e per molti versi un gigante, o anche un dinosauro, è incredibile come sia riuscita a sviluppare doti di rapidità, flessibilità e sensibilità al cambiamento che le hanno consentito nel tempo di crescere, preservarsi ed evolvere.
E così arriviamo a scoprire che oggi la BBC è pronta anche a gettarsi nel campo della comunicazione non convenzionale, della guerrilla, con un’operazione che definirei “smart”, semplice e di grande lucidità al tempo stesso.




